Offerta formativa

In questa sezione sono presenti le informazioni riguardanti l'Offerta formativa dell'Istituto. Si tratta di uno spazio di condivisione in merito alle importanti esperienze di crescita e approfondimento che l'Istituto offre alla propria comunità, ossia, agli studenti, ai docenti e alle famiglie.
Rete di supporto per l'ADHD

Famiglie e docenti sono invitati a prendere parte alla giornata di formazione e approfondimento sulla neurodivergenza e l’ADHD, che si terrà il 24 ottobre 2026 dalle ore 8.30 alle ore 13.30 presso il Polo Zanotto – Aula T2 dell’Università degli Studi di Verona.
L’iniziativa, promossa dalla Rete Sportellinclusione Verona a cui aderisce anche il nostro Istituto, rappresenta un’opportunità di formazione e confronto sui temi dell’inclusione scolastica.
Per conoscere il programma e informazioni si invita a prendere visione della locandina allegata.
Per iscriversi CLICCARE QUI.
È previsto l’attestato di partecipazione.
Bullismo e cyberbullismo
In questa sezione del sito vogliamo spiegare cosa sono il bullismo e il cyberbullismo. Il nostro istituto vuole essere di aiuto per tutta la comunità e, per questo, è stata creata una presentazione che non solo spiega questi fenomeni, ma fornisce anche dei consigli pratici per potenziare l'atto educativo, sia per famiglie che per docenti.







CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO IN CUI LA PROF.SSA ELENA FERRARA SPIEGA IL CYBERBULLIMO.
Mobilità docenti e studenti
Anno scolastico 2025 - 2026
STUDENTI
Si allegano i criteri di selezione relativi al Viaggio educativo di un gruppo per studenti dall'Italia alla Bulgaria.
Date: 23-28/03/2026
Posizione: città di Sofia, città di Kyustendil
Criteri selezione alunni Erasmus
DOCENTI
Mobilità docenti a Madrid: formazione sull'"Insegnamento emotivamente
sicuro per l’inclusione e il benessere degli studenti"
Dal 23 al 29 novembre due dei nostri insegnanti - Francesca Garzari e Mariangela Altamura - hanno partecipato ad un'importante esperienza di formazione europeo a Madrid, nell'ambito del progetto PNRR_2024-1-IT02-KA121-SCH-000223138 (CUP B56E23004900006), finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dall’INDIRE agenzia Erasmus+ ed organizzato dall'I.C. di Bosco Chiesanuova come capofila del consorzio di mobilità.

Il corso di formazione “Safe teaching for inclusion and well-being of the learners” ha
permesso ai 6 docenti provenienti da 4 scuole del consorzio di acquisire nuove
competenze e metodologie per promuovere un ambiente di apprendimento emotivamente sicuro e inclusivo per tutti gli studenti.
Durante il corso, i docenti hanno esplorato temi cruciali per la costruzione di contesti
educativi che prevengano l’abbandono e il fallimento scolastico, specialmente per studenti a rischio: l’importanza di un ambiente educativo emotivamente sicuro, le tecniche di partecipazione attiva e empowerment dei discenti, l’uso consapevole delle tecnologie per favorire sicurezza online ed empatia, l’integrazione di metodologie non formali per favorire il coinvolgimento. Grazie a laboratori pratici, discussione di esperienze reali, scambio di buone prassi, osservazioni dirette presso istituzioni locali e lavori di gruppo, i partecipanti hanno acquisito approcci innovativi da implementare immediatamente in classe, potenziando inoltre le proprie competenze nel dialogo con le famiglie e il territorio.
Questa mobilità ha rappresentato un'occasione preziosa di crescita professionale e di scambio di buone pratiche a livello europeo, con benefici diretti sulla qualità dell'offerta formativa della nostra scuola.

PTOF - Piano Triennale dell'Offerta Formativa

Di seguito i link al PTOF 2025-2028 con i relativi allegati. Tramite il portale Unica - Scuola In Chiaro, è possibile navigare il PTOF online, oppure scaricarlo in formato PDF.
Protocollo DSA

La legge 8 ottobre 2010, n. 170, riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), assegnando al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo.
I Disturbi Specifici di Apprendimento interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico, in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all’età anagrafica. Sono coinvolte in tali disturbi: l’abilità di lettura, di scrittura, di fare calcoli. Sulla base dell’abilità interessata dal disturbo, i DSA assumono una denominazione specifica: dislessia (lettura), disgrafia e disortografia (scrittura), discalculia (calcolo).
La dislessia
La dislessia si manifesta attraverso una minore correttezza erapidità della lettura a voce alta rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata, istruzione ricevuta.
La disgrafia e la disortografia
Il disturbo specifico di scrittura si definisce disgrafia o disortografia, a seconda che interessi rispettivamente la grafia o l’ortografia. La disgrafia fa riferimento al controllo degli aspetti grafici, formali, della scrittura manuale, ed è collegata al momento motorio-esecutivo della prestazione; la disortografia riguarda invece l’utilizzo, in fase di scrittura, del codice linguistico in quanto tale.
La discalculia
La discalculia riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente dell’organizzazione della cognizione numerica (intelligenza numerica basale), sia in quella delle procedure esecutive e del calcolo.
Nel primo ambito, la discalculia interviene sugli elementi basali dell’abilità numerica: il subitizing (o riconoscimento immediato di piccole quantità), i meccanismi di quantificazione, la seriazione, la comparazione, le strategie di composizione e scomposizione di quantità, le strategie di calcolo a mente. Nell’ambito procedurale, invece, la discalculia rende difficoltose le procedure esecutive per lo più implicate nel calcolo scritto: la lettura e scrittura dei numeri, l’incolonnamento, il recupero dei fatti numerici e gli algoritmi del calcolo scritto vero e proprio.
La comorbilità
Pur interessando abilità diverse, i disturbi sopra descritti possono coesistere in una stessa persona - ciò che tecnicamente si definisce “comorbilità”. Ad esempio, il Disturbo del Calcolo può presentarsi in isolamento o in associazione (più tipicamente) ad altri disturbi specifici.
La comorbilità può essere presente anche tra i DSA e altri disturbi di sviluppo (disturbi di linguaggio, disturbi di coordinazione motoria, disturbi dell’attenzione) e tra i DSA e i disturbi emotivi e del comportamento. In questo caso, il disturbo risultante è superiore alla somma delle singole difficoltà, poiché ognuno dei disturbi implicati nella comorbilità influenza negativamente lo sviluppo delle abilità complessive.
Osservazione In Classe
Alcune ricerche hanno evidenziato che ai DSA si accompagnano stili di apprendimento e altre caratteristiche cognitive specifiche, che è importante riconoscere per la predisposizione di una didattica personalizzata efficace.
Ciò assegna alla capacità di osservazione degli insegnanti un ruolo fondamentale, non solo nei primi segmenti dell’istruzione - scuola dell’infanzia e scuola primaria - per il riconoscimento di un potenziale disturbo specifico dell’apprendimento, ma anche in tutto il percorso scolastico, per individuare quelle caratteristiche cognitive su cui puntare per il raggiungimento del successo formativo.
Osservazione delle prestazioni atipiche
Per individuare un alunno con un potenziale Disturbo Specifico di Apprendimento, non necessariamente si deve ricorrere a strumenti appositi, ma può bastare, almeno in una prima fase, far riferimento all’osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento interessati dal disturbo: lettura, scrittura, calcolo.
Ad esempio, per ciò che riguarda la scrittura, è possibile osservare la presenza di errori ricorrenti, che possono apparire comuni ed essere frequenti in una fase di apprendimento o in una classe precedente, ma che si presentano a lungo ed in modo non occasionale. Nei ragazzi più grandi è possibile notare l’estrema difficoltà a controllare le regole ortografiche o la punteggiatura. Per quanto concerne la lettura, possono essere indicativi il permanere di una lettura sillabica ben oltre la metà della prima classe primaria; la tendenza a leggere la stessa parola in modi diversi nel medesimo brano; il perdere frequentemente il segno o la riga.
Quando un docente osserva tali caratteristiche nelle prestazioni scolastiche di un alunno, predispone specifiche attività di recupero e potenziamento. Se, anche a seguito di tali interventi, l’atipia permane, sarà necessario comunicare alla famiglia quanto riscontrato, consigliandola di ricorrere ad uno specialista per accertare la presenza o meno di un disturbo specifico di apprendimento.
È bene precisare che le ricerche in tale ambito rilevano che circa il 20% degli alunni (soprattutto nel primo biennio della scuola primaria), manifestano difficoltà nelle abilità di base coinvolte dai Disturbi Specifici di Apprendimento. Di questo 20%, tuttavia, solo il tre o quattro per cento presenteranno un DSA. Ciò vuol dire che una prestazione atipica solo in alcuni casi implica un disturbo.
Osservazione degli stili di apprendimento
Gli individui apprendono in maniera diversa uno dall’altro secondo le modalità e le strategie con cui ciascuno elabora le informazioni. Un insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente facilita il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici.
Ciò è significativo per l’argomento in questione, in quanto se la costruzione dell’attività didattica, sulla base di un determinato stile di apprendimento, favorisce in generale tutti gli alunni, nel caso invece di un alunno con DSA, fare riferimento nella prassi formativa agli stili di apprendimento e alle diverse strategie che lo caratterizzano, diventa un elemento essenziale e dirimente per il suo successo scolastico.
La Didattica Individualizzata E Personalizzata.
Strumenti Compensativi E Misure Dispensative.
La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano «l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari del soggetto, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate». I termini individualizzata e personalizzata non sono da considerarsi sinonimi.
E’ comunque preliminarmente opportuno osservare che la Legge 170/2010 insiste più volte sul tema della didattica individualizzata e personalizzata come strumento di garanzia del diritto allo studio, con ciò lasciando intendere la centralità delle metodologie didattiche, e non solo degli strumenti compensativi e delle misure dispensative, per il raggiungimento del successo formativo degli alunni con DSA.
“Individualizzato” è l’intervento calibrato sul singolo, anziché sull’intera classe o sul piccolo gruppo, che diviene “personalizzato” quando è rivolto ad un particolare discente
La didattica individualizzata consiste nelle attività di recupero individuale che può svolgere l’alunno per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze.
La didattica personalizzata, invece, anche sulla base di quanto indicato nella Legge 53/2003 e nel Decreto legislativo 59/2004, calibra l’offerta didattica, e le modalità relazionali, sulla specificità ed unicità a livello personale dei bisogni educativi che caratterizzano gli alunni della classe, considerando le differenze individuali soprattutto sotto il profilo qualitativo; si può favorire, così, l’accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno, lo sviluppo consapevole delle sue ‘preferenze’ e del suo talento. Nel rispetto degli obiettivi generali e specifici di apprendimento, la didattica personalizzata si sostanzia attraverso l’impiego di una varietà di metodologie e strategie didattiche, tali da promuovere le potenzialità e il successo formativo in ogni alunno: l’uso dei mediatori didattici (schemi, mappe concettuali, etc.), l’attenzione agli stili di apprendimento, la calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti, nell’ottica di promuovere un apprendimento significativo.
La sinergia fra didattica individualizzata e personalizzata determina dunque, per l’alunno e lo studente con DSA, le condizioni più favorevoli per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento.
La Legge 170/2010 richiama inoltre le istituzioni scolastiche all’obbligo di garantire «l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere».
Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria.
Fra i più noti indichiamo:
- la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
- il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;
- i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori;
- la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;
- altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali, etc.
Tali strumenti sollevano l’alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo. L’utilizzo di tali strumenti non è immediato e i docenti - anche sulla base delle indicazioni del referente di istituto - avranno cura di sostenerne l’uso da parte di alunni e studenti con DSA.
Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. Per esempio, non è utile far leggere a un alunno con dislessia un lungo brano, in quanto l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la sua prestazione nella lettura. D’altra parte, consentire all’alunno o allo studente con DSA di usufruire di maggior tempo per lo svolgimento di una prova, o di poter svolgere la stessa su un contenuto comunque disciplinarmente significativo ma ridotto, trova la sua ragion d’essere nel fatto che il disturbo li impegna per più tempo dei propri compagni nella fase di decodifica degli items della prova.
Lingue Straniere ( Decreto n.5669 Luglio 2011)
Le Istituzioni scolastiche attuano ogni strategia didattica per consentire ad alunni e studenti con DSA l’apprendimento delle lingue straniere. A tal fine valorizzano le modalità attraverso cui il discente meglio può esprimere le sue competenze, privilegiando l’espressione orale, nonché ricorrendo agli strumenti compensativi e alle misure dispensative più opportune.
Le prove scritte di lingua straniera sono progettate, presentate e valutate secondo modalità compatibili con le difficoltà connesse ai DSA.
Fatto salvo quanto definito precedentemente , si possono dispensare alunni e studenti dalle prestazioni scritte in lingua straniera in corso d’anno scolastico e in sede di esami di Stato, nel caso in cui ricorrano tutte le condizioni di seguito elencate:
- certificazione di DSA attestante la gravità del disturbo e recante esplicita richiesta di
dispensa dalle prove scritte;
- richiesta di dispensa dalle prove scritte di lingua straniera presentata dalla famiglia;
- approvazione da parte del consiglio di classe che confermi la dispensa in forma temporanea o permanente, tenendo conto delle valutazioni diagnostiche e sulla base delle risultanze degli interventi di natura pedagogico-didattica .
In sede di esami di Stato, conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, modalità e contenuti delle prove orali – sostitutive delle prove scritte – sono stabiliti dalle Commissioni, sulla base della documentazione fornita dai consigli di classe.
I candidati con DSA che superano l’esame di Stato conseguono il titolo valido per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado ovvero all’università.
Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunno o lo studente possono – su richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del consiglio di classe - essere esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere e seguire un percorso didattico differenziato.
In sede di esami di Stato, i candidati con DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art.13 del D.P.R. n.323/1998.
Verifica e Valutazione
Le Istituzioni scolastiche adottano modalità valutative che consentono all’alunno o allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l’applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione da valutare - relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove - riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria.
Le Commissioni degli esami di Stato, al termine del primo e del secondo ciclo di istruzione, tengono in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. Sulla base del disturbo specifico, anche in sede di esami di Stato, possono riservare ai candidati tempi più lunghi di quelli ordinari. Le medesime Commissioni assicurano, altresì, l’utilizzazione di idonei strumenti compensativi e adottano criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma, sia nelle prove scritte, anche con riferimento alle prove nazionali INVALSI previste per gli esami di Stato, sia in fase di colloquio. (decreto n. 5669 luglio 2011)
Nel diploma rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove (DPR n. 122 – 22 Giugno 2009)
Documentazione Dei Percorsi Didattici
Le attività di recupero individualizzato, le modalità didattiche personalizzate, nonché gli strumenti compensativi e le misure dispensative dovranno essere dalle istituzioni scolastiche esplicitate e formalizzate, al fine di assicurare uno strumento utile alla continuità didattica e alla condivisione con la famiglia delle iniziative intraprese.
A questo riguardo, la scuola predispone, nelle forme ritenute idonee e in tempi che non superino il primo trimestre scolastico, un documento che dovrà contenere almeno le seguenti voci,articolato per le discipline coinvolte dal disturbo:
- dati anagrafici dell’alunno;
- tipologia di disturbo;
- attività didattiche individualizzate;
- attività didattiche personalizzate;
- strumenti compensativi utilizzati;
- ï€ misure dispensative adottate;
- forme di verifica e valutazione personalizzate.
Nella predisposizione della documentazione in questione è fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici.
Sulla base di tale documentazione, nei limiti della normativa vigente, vengono predisposte le modalità delle prove e delle verifiche in corso d’anno o a fine Ciclo.
Tale documentazione può acquisire la forma del Piano Didattico Personalizzato. A titolo esemplificativo, vengono pubblicati sul sito del MIUR (http://www.istruzione.it/web/istruzione/dsa) alcuni modelli di Piano Didattico Personalizzato.
Nella stessa pagina web dedicata ai DSA, potranno essere consultati ulteriori modelli, selezionati sulla base delle migliori pratiche realizzate dalle scuole o elaborati in sede scientifica.
Diagramma Schematico Dei Passi Previsti Dalla Legge 170/2010 Per La Gestione Dei DSA
Compiti della scuola
La legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano “ l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata , con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari del soggetto, quali il bilinguismo , adottando una metodologia e una strategia educative adeguate .”
“Individualizzato “ è l’intervento calibrato sul singolo , anziché sull’intera classe o sul piccolo gruppo , che diviene “personalizzato” quando è rivolto ad un particolare discente.
Nel rispetto degli obiettivi didattici generali e specifici di apprendimento , la didattica personalizzata si sostanzia attraverso l’impiego di una varietà di metodologie e strategie didattiche : l’uso dei mediatori didattici ( schemi, mappe concettuali, etc.), l’attenzione agli stili di apprendimento, la calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti. ( per l’approfondimento vedi “Linee Guida”).
Le istituzioni scolastiche assicurano l’impiego degli opportuni strumenti compensativi ,curando particolarmente l’acquisizione, da parte dell’alunno e dello studente con DSA, delle competenze per un efficiente utilizzo degli stessi.
L’adozione delle misure dispensative è finalizzata ad evitare situazioni di affaticamento e di disagio in compiti direttamente coinvolti dal disturbo . ( per un approfondimento vedi art. 3 delle “Linee Guida” )
Compiti dei docenti
La eventuale presenza all’interno dell’Istituto scolastico di un docente esperto, con compiti di referente, non deve sollevare il Collegio dei docenti ed i Consigli di classe interessati dall’impegno educativo di condividere le scelte.
Risulta, infatti, indispensabile che sia l’intera comunità educante a possedere gli strumenti di conoscenza e competenza, affinché tutti siano corresponsabili del progetto formativo elaborato e realizzato per gli alunni con DSA.
In particolare, ogni docente, per sé e collegialmente:
- durante le prime fasi degli apprendimenti scolastici cura con attenzione l’acquisizione dei prerequisiti fondamentali e la stabilizzazione delle prime abilità relative alla scrittura, alla lettura e al calcolo, ponendo contestualmente attenzione ai segnali di rischio in un’ottica di prevenzione ed ai fini di una segnalazione (Progetto Screening) ;
- mette in atto strategie di recupero(Progetto Screening);
- segnala alla famiglia la persistenza delle difficoltà nonostante gli interventi di recupero osti in essere;
- prende visione della certificazione diagnostica rilasciata dagli organismi preposti;
- procede, in collaborazione dei colleghi della classe, alla documentazione dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati previsti;
- attua strategie educativo-didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo;
- adotta misure dispensative;
- attua modalità di verifica e valutazione adeguate e coerenti;
- realizza incontri di continuità con i colleghi del precedente e successivo ordine o grado di scuola al fine di condividere i percorsi educativi e didattici effettuati dagli alunni, in particolare quelli con DSA, e per non disperdere il lavoro svolto.
Progetto Screening (scuola primaria – classe prima e seconda)
Il progetto prevede di monitorare lo sviluppo dell’apprendimento delle abilità della letto-scrittura nel corso del primo anno di scolarizzazione e seguire con metodo i bambini che presentano le prime difficoltà anche nelle classi successive.
Attività Progettuali
Le attività progettuali focalizzano l’attenzione sull’apprendimento delle abilità di base nel primo anno della scuola primaria con la finalità di fare acquisire agli insegnanti di classe la capacità di individuare precocemente i bambini che presentano difficoltà di apprendimento fornendo loro approcci metodologici didattici più idonei e adeguati ai bisogni apprenditivi degli allievi.
Nel corso della classe prima i bambini verranno osservati nell’acquisizione della lettura, della scrittura nei mesi di gennaio e maggio-giugno attraverso prove standardizzate ( dettato di 16 parole a gennaio ; dettato di 16 parole e lettura di non-parole a maggio-giugno).
I bambini che a metà della prima classe si troveranno ad un livello basso di acquisizione delle abilità ( primo screening a gennaio), verranno sottoposti a interventi di stimolazione da parte degli insegnanti opportunamente preparati . Gli interventi dovranno essere effettuati in piccoli gruppi e, possibilmente, per tre ore alla settimana.
I bambini individuati “ in difficoltà” nella lettura e nella scrittura alla fine della prima ( screening a maggio potranno essere monitorati con più prove nel corso della classe seconda ( dettati utilizzo della Batteria Tressoldi Cornoldi).
Pedagogia Freinet
L’Istituto IC6, in questi ultimi anni, ha favorito la formazione dei docenti in merito alla pedagogia Freinet attraverso corsi di formazione promossi dalla rete di scuole Polo Europeo della Conoscenza.
Célestin Freinet era un maestro di scuola elementare vissuto nei primi anni del 1900 in Francia.
La sua prima scelta educativa fu quella di portare i bambini al di fuori delle mura scolastiche per far sì che facessero esperienze tutti insieme e che scrivessero ciò che avevano vissuto. Nacque così la prima tecnica pedagogica che è quella del “testo libero”.
Il maestro Freinet si pose poi una domanda importante e cioè: “Cosa ne facciamo di questi testi creati dai bambini?”. Se li avesse lasciati chiusi in un quaderno avrebbero perso la loro potenza comunicativa e, dunque, il senso della scrittura che è, appunto, quello di comunicare con altre persone. Occorreva pubblicare gli elaborati. Riuscì a realizzare questo significativo passo grazie all’organizzazione di una vera e propria tipografia all’interno della classe.
Tutto ciò che veniva creato da un bambino o bambina, doveva essere condiviso e comunicato, anche a realtà esterne o molto lontane dalla scuola stessa (ecco che nasce l’altra tecnica che è la corrispondenza). Il testo scritto acquistò così dignità e i bambini riuscirono a raggiungere la preziosissima motivazione interna, cioè non lavoravano con lo scopo di ottenere un voto alto o un apprezzamento dell’insegnante; lavoravano perché provavano piacere nello scrivere e perché sapevano che, grazie a quel lavoro, qualcun altro avrebbe scoperto cose nuove.
Grazie alla corrispondenza, il maestro Freinet diffuse la tecnica di questo tipo di scrittura condivisa tanto da arrivare alla creazione di una cooperativa di insegnanti in tutta la Francia che poi divenne una realtà ancora oggi esistente che è l’ICEM (Istituto Cooperativo della scuola moderna).
Freinet sviluppò altre tecniche molto significative, anche in ambito matematico e in ambito antropologico (storia, scienze e geografia).
I pilastri della sua pedagogia sono tre:
-
la ricerca libera (scaturita dalla libera espressione dei bambini che portano a scuola il loro vissuto personale)
-
la comunicazione (conferenze, presentazioni, corrispondenza..)
-
l’organizzazione cooperativa della classe (consiglio cooperativo di classe utile alla pianificazione del lavoro e delle regole di vita all’interno della classe/scuola).
Questi pilastri hanno reso la sua pedagogia estremamente flessibile e adattabile ad ogni contesto classe. Freinet non ha creato un metodo, ma delle tecniche che ogni insegnante può adottare e adattare al contesto in cui è inserito.
Ciò che ha rivoluzionato la didattica fu la nascita del “bambino autore” che insieme ai compagni è in grado di operare attraverso la ricerca e di creare quella che viene chiamata la “cultura vivente della classe”.
Per approfondire e conoscere maggiori dettagli sulla pedagogia Freinet è possibile visitare il sito https://freinet.it/
Intercultura

Un’ottica interculturale
La presenza nella scuola italiana di alunni provenienti da altri Paesi è sempre più significativa, è un dato ormai strutturale nel nostri sistema scolastico. Essa può essere un’opportunità di arricchimento, un’occasione per aprire la scuola a tutte le differenze (di provenienza, genere, abilità, livello sociale, storia scolastica). Fare scuola in un’ottica interculturale significa promuovere il confronto e il dialogo fra le culture per formare alunni rispettosi delle diversità e garantire il diritto universale di ogni bambino all’istruzione.
Protocollo di accoglienza per alunni stranieri
1. Modalità Di Iscrizione, Documenti e Certificati Necessari
La Funzione strumentale per l’Intercultura, o eventualmente un collaboratore scolastico, accoglie le famiglie in modo che l’approccio con la scuola sia positivo (possibilmente utilizzando una lingua veicolare o ricorrendo a personale scolastico competente in tale lingua). In particolare:
· Accoglie e indirizza i genitori nei luoghi della scuola e nel rapporto con i funzionari della Segreteria;
· Guida i familiari nella compilazione della modulistica necessaria;
· Conduce gli alunni negli spazi della scuola;
· Contatta un mediatore linguistico/culturale.
La Segreteria individua un incaricato per:
· Iscrizione;
· Raccolta di documentazione sulla scolarità precedente (dichiarazione della scuola frequentata nel paese d’origine);
· Raccolta di documentazione sanitaria (certificato di vaccinazione);
· Raccolta di documenti di identità (certificato di nascita o fotocopia passaporto, codice fiscale) e permesso di soggiorno dei genitori (in caso di mancanza di documenti i genitori possono produrre autocertificazione).
La Scuola dovrebbe fornirsi di materiale informativo in più lingue (quelle degli alunni stranieri già presenti e altre lingue veicolari, ad es. l’inglese):
· Moduli di iscrizione
· Avvisi
· Note informative sulla struttura e sull’offerta formativa della scuola
· Cartelli indicativi degli spazi scolastici
2. Criteri e Modalità Di Assegnazione Alla Classe Di Frequenza
La classe di inserimento deve corrispondere all’età anagrafica o, eccezionalmente, ad una classe immediatamente inferiore, come indica la normativa vigente (C.M. 205/90 e DPR 394/99 ), in quanto il divario di età causa gravi problemi motivazionali e relazionali.
Per l’inserimento degli alunni stranieri si deve tenere conto delle conoscenze e delle competenze già acquisite nella lingua materna o in altre lingue di scolarizzazione, del corso di studi seguito nel paese di provenienza e degli eventuali titoli di studio posseduti. Quindi verrà predisposta una programmazione adeguata.
La Funzione Strumentale, alla presenza di un interprete/mediatore culturale ed eventualmente coadiuvata da uno o più componenti della commissione di intercultura:
· effettua un colloquio conoscitivo con la famiglia al fine di raccogliere informazioni utili su:
- progetto migratorio;
- situazione familiare;
- scolarità pregressa;
- organizzazione della scuola di origine;
· fornisce informazioni su:
- organizzazione della scuola italiana;
- organizzazione e regolamento interno dell’Istituto;
· verifica competenze e abilità dell’alunno/attraverso la somministrazione di prove di ingresso predisposte;
· propone al Dirigente Scolastico la classe di inserimento.
Il Dirigente Scolastico:
· assegna l’alunno al Plesso e alla classe di frequenza, tenendo conto anche delle indicazioni dell’art. 45 comma 3.
La Funzione Strumentale
· fornisce informazioni ai docenti, invitandoli a preparare i compagni per l’accoglienza e a favorire l’inserimento dell’alunno con attività integrate in quelle disciplinari e coinvolgenti l’intera classe.
3. Materiali Utilizzati Per L’osservazione E La Valutazione Iniziale
Nella fase di accoglienza, il materiale dovrebbe essere presentato in lingua materna o in una lingua veicolare o tradotto da un mediatore linguistico-culturale.
La fase di accoglienza perdura almeno per i primi mesi, tempo di osservazione da parte degli insegnanti dei tentativi di interazione e comunicazione. Un’osservazione condivisa da parte di tutti docenti della classe.
Il mediatore linguistico-culturale è una figura di riferimento comunicativo per l’alunno e aiuta a comprendere il contesto culturale di provenienza, il percorso scolastico precedente, il contesto socio-familiare e il progetto migratorio.
Le informazioni raccolte nel periodo di osservazione devono mettere in luce conoscenze e competenze di partenza o eventuali carenze cognitive indipendenti dalla non conoscenza dell’italiano.
E’ necessario per i docenti possedere un minimo di conoscenze dell’area di provenienza degli alunni stranieri per evitare immagini stereotipate.
E’ necessario che i docenti riconoscano il plurilinguismo come una ricchezza e favoriscano, accanto all’apprendimento della lingua italiana, il mantenimento della lingua materna, e quindi anche l’acquisizione di altre lingue. La lingua materna è parte fondante dell’identità di un individuo e fornisce un contributo fondamentale al suo sviluppo cognitivo; le competenze di una persona plurilingue vengono trasferite da una lingua all’altra (es. capacità di riassumere, raccontare, risolvere problemi, classificare, astrarre,ecc.).
La Funzione Strumentale predispone materiali utili per l’osservazione e la valutazione iniziale.
La scuola si deve dotare di:
- Dizionari
- Libri bilingue
- Letteratura di altri paesi
- Una riserva di testi in adozione
La scuola favorisce:
- Laboratori interculturali
- Progetti interculturali interni alla scuola
- Progetti interculturali in rete territoriale
- Progetti europei (es. Comenius) o internazionali
- Contatti con mediatori linguistico-culturali, esperti, ecc.
4. Materiali Informativi A Disposizione E Modalita’ Di Approccio Con Le Famiglie
I materiali informativi dovrebbero essere in più lingue o tradotti e/o spiegati con il mediatore linguistico-culturale:
· Informazioni sulla Scuola Italiana
· POF
· Regolamento degli studenti
· Struttura Oraria dell’Istituto
· Possibilità di avvalersi o non avvalersi della Religione Cattolica
· Materie di studio
· Valutazione dei risultati scolastici
· Colloqui con gli insegnanti
· Progetti di alfabetizzazione
· Libretto personale
· Calendario scolastico
· Giustificazioni assenze
· Nominativi, Indirizzario e Numeri Telefonici utili:
- Segreteria della scuola
- Funzione strumentale
- Docente di classe
- Comune di Verona: Ufficio stranieri
- Comune di Verona: Mensa scolastica
- Comune di Verona: Assistenza sociale
- Azienda Municipalizzata Trasporti
- ULSS di Circoscrizione
- Enti autorizzati per elaborazione “ISEE”
- Enti o associazioni per attività extrascolastiche
- Enti e associazioni per l’alfabetizzazione degli stranieri
La modalità di approccio e di conoscenza delle famiglie straniere deve facilitare l’inserimento e la valorizzazione degli alunni. Come per tutte le altre famiglie la scuola viene incontro ad esigenze personali di lavoro o altro, in più mette in atto strategie comunicative che agevolino l’efficacia dell’interrelazione e il passaggio di informazioni utili, grazie anche alla presenza del mediatore linguistico-culturale.
5. Risorse Umane Esterne Ed Interne Disponibili Per La Costruzione Del Percorso Educativo E Didattico
La scuola si organizza per attivare tutte le risorse e i dispositivi utili all’accoglienza, all’alfabetizzazione e all’orientamento degli alunni stranieri.
RISORSE INTERNE
La Funzione Strumentale:
· propone e coordina progetti di alfabetizzazione
· propone e coordina iniziative di educazione interculturale
· predispone materiale didattico, dotando la scuola anche di un “pronto soccorso linguistico” (vocabolari di base nelle lingue d’origine e una lista di parole d’uso comune)
· reperisce esperti e risorse per organizzare corsi di aggiornamento
· coordina la Commissione Intercultura
· contatta:
- Enti locali
- Servizi sociali/educativi
- Associazioni culturali
- Sportello territoriale di “Tante Tinte”
- Associazioni di volontariato
- Altro
La Commissione Intercultura è formata dal docente F.S. e da sei docenti referenti per ciascun plesso scolastico e svolge i seguenti compiti:
· fare da tramite tra gli insegnanti di classe e la F.S.
· raccogliere dati e informazioni sugli alunni stranieri
· trasmettere dati monitorati per:
- evidenziare criticità
- proporre soluzioni
- elaborare materiale di lavoro
Gli Insegnanti di classe/ di Istituto
· favoriscono un clima accogliente nella classe, con un percorso che preveda:
- una preparazione degli alunni prima dell’ingresso del nuovo arrivato
- la conoscenza dell’ambiente;
- la preparazione di cartelli bilingue, anche di benvenuto;
- l’utilizzo di un pronto”soccorso linguistico”;
- la presenza del mediatore culturale nella fase iniziale dell’inserimento e in fasi successive per favorire l’intercultura;
- la presentazione delle principali figure scolastiche;
- l’attuazione di momenti di attività ludica finalizzata alla conoscenza reciproca;
· individuano modalità di semplificazione-facilitazione linguistica anche stabilendo contenuti minimi per le discipline e metodologie facilitanti;
· elaborano un percorso didattico individualizzato di L2 attraverso progetti specifici, attività e/o laboratori linguistici di :
1° livello: prima alfabetizzazione
2° livello: lingua della comunicazione
3° livello: lingua dello studio
· predispongono attività mirate alla valorizzazione in classe della cultura dei Paesi di provenienza degli alunni stranieri.
L’insegnante di lingua straniera:
· favorisce particolarmente l’inserimento in classe e il percorso didattico grazie alle sue competenze in una lingua veicolare (es. inglese) e grazie alla sua formazione glottodidattica.
RISORSE ESTERNE
Il mediatore linguistico culturale con un percorso di intervento concordato con i docenti - favorisce:
- la comunicazione
- la relazione anche con la classe
- il rapporto con le famiglie
- la conoscenza della scuola e del Paese d’origine
e partecipa:
- ad attività di alfabetizzazione
- ad interventi di carattere interculturale in classe
Il volontario:
- supporta concretamente l’attività didattica per l’apprendimento della L2.
6. Rapporti Con Gli Enti Locali E Le Organizzazioni Presenti Sul Territorio
Per favorire l’inserimento degli alunni stranieri l’Istituto:
· è inserito nella Rete n.2 dell’associazione TANTE TINTE), che offre attività di sportello (con incontri regolari tra le funzioni strumentali), consulenza, attività di formazione, progetti;
· partecipa all’assegnazione di fondi in base all’Art. 9 del CCNL comparto scuola 2002/2005 - Misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica (C.M. n. 91/05);
· partecipa al Progetto “La lingua come strumento di scambio”, di cui è titolare l’Assessorato alla Cultura delle Differenze e Pari Opportunità del Comune di Verona, in collaborazione con Tante Tinte in rete, Cestim, la cooperativa sociale Azalea aderendo regolarmente a :
1. Interventi di volontariato organizzati dal Cestim;
2. Interventi di mediazione linguistico-culturale organizzati dalla cooperativa Azalea;
3. Scuola estiva per ragazzi stranieri organizzata dal Cestim;
· partecipa a progetti offerti da altre associazioni:
§ Università di Verona (per i tirocinanti interessati all’educazione e alla formazione degli stranieri);





